Perchè le tasse delle slot non si possono scaricare sull’online

LOGiCO, l’associazione degli operatori di gioco online, apprende del tentativo, da parte delle sigle che rappresentano i gestori delle slot machines nei bar e nelle sale, di scaricare le proprie tasse sull’online, cercando di convincere il legislatore della necessità di colpire un altro settore per ottenere uno sconto sul proprio.

I gestori degli apparecchi, che raccolgono oltre il 50% del gioco in Italia, vorrebbero trascinare nel loro fallimento l’online, che sviluppa solo il 5% e che soprattutto è l’unico ambito del gioco legale che è in grado di riconoscere e tutelare il giocatore, tracciare ogni singola vincita di denaro e produrre il 20% di incremento di gettito fiscale per lo Stato nel solo ultimo anno.

L’obiettivo che deve guidare la tassazione del gioco non è quello di “bilanciare” il mercato, ma di contrastare la ludopatia, e il problema sono le macchinette. La recente indagine dell’IPSOS dimostra che i giocatori delle slot spendono in media 9000€ l’anno, ossia 12 volte quanto spendono i giocatori online (2,5€ al giorno).

Per fortuna l’On.Baretta, sottosegretario all’economia con delega ai giochi, conosce molto bene la materia e auspichiamo che si opponga a queste pressioni e prosegua la propria paziente opera per costruire un gioco pubblico razionale e moderno.
Infatti LOGiCO non si tira indietro nella discussione e ritiene sia possibile continuare ad aumentare in modo intelligente il contributo fiscale del gioco online, così come è avvenuto nella manovra 2016. Reclama però la necessità che questo non venga fatto in modo affrettato in questa manovra, dicendosi disponibile a proporre, insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, interventi mirati ed efficaci per far crescere il gettito, ma senza mettere a rischio il sistema e potendo continuare a contrastare il gioco illegale con la competitività di quello legale.

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