Operazione DNA su gioco online, Marasco (Logico): “Infiltrazioni criminali, divieto pubblicità non aiuta a riconoscere operatori illegali”

ROMA – «LOGiCO e tutti i suoi Associati esprimono il proprio ringraziamento alle Forze dell’Ordine che hanno portato a termine questa importante operazione e ci poniamo a loro fianco, e a fianco delle Istituzioni, per lavorare insieme a migliorare il settore e combattere queste realtà illegali». E’ quanto dice Moreno Marasco, presidente dell’associazione Logico, che riunisce alcuni dei principali operatori di gioco online, in merito all’operazione della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo contro l’infiltrazione delle mafie nel settore dei giochi e scommesse.
«Proprio queste importanti azioni ci mostrano come la criminalità sia pronta a insinuarsi nei fianchi che si lasciano scoperti – dice ancora Marasco – Un concetto chiaramente espresso dalla Guardia di Finanza: la proibizione della pubblicità e sponsorizzazione da parte da concessionari statali darà più spazio alle organizzazioni criminali, togliendo all’utente la chiara percezione di giocare su un sito legale o illegale. Il giocatore non informato diventa quindi un giocatore meno tutelato e garantito; di contro si fa un favore a tutte quelle piattaforme che non pongono vincoli alla registrazione (col rischio di aprire le porte al gioco minorile), non tracciano i fondi (con seri rischi a livello di antiriciclaggio) e operano con software non certificati».
«Come Associazione siamo consapevoli che vi sia ancora molto da fare – dice Marasco – ma abbiamo accolto positivamente le parole del Colonnello Alessandro Barbera, dello Scico – Servizio Centrale Investigativo contro la Criminalità Organizzata, che ha sottolineato come il nostro Paese sia dotato della “legislazione più efficace al mondo”, in termini di contrasto al gioco illegale. Gli operatori che sostengono LOGiCO, titolari di regolare Concessione Statale, sono proprio impegnati nel rendere il gioco online un’esperienza unica per sicurezza e trasparenza, non solo conforme alle norme, ma introducendo ulteriori forme di autoregolamentazione».
Secondo Marasco sono inoltre «molto importanti le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, Cafiero De Raho, che ha ricordato come sebbene comportamenti anomali possano generare patologie legate al gioco, “pensare che dove esiste una patologia bisogna intervenire con il divieto, non mi sembra essere corrispondente alla libertà che dovrebbe essere il primo diritto da rispettare sempre”. Facciamo nostre queste affermazioni da sempre. E continueremo a proporle con incisività nella ferma convinzione che vietare la comunicazione commerciale per gli operatori dell’online significhi togliere protezione ai giocatori».
RED/Agipro