Marasco (Pres. LOGiCO): “Lockdown ha inciso negativamente sulle scommesse sportive, anche gli operatori online hanno subìto una contrazione”

“E’ evidente che il lockdown abbia inciso negativamente sulle scommesse sportive. Anche gli operatori online, le cui attività prescindono dai luoghi fisici, hanno subito un’importante contrazione, tale da comportare la necessità di ripiegare su manifestazioni che solitamente sarebbero ininfluenti e residuali. Essendo stati fra i primi Paesi ad applicare il lockdown, le circostanze ci hanno dato la possibilità di sfatare empiricamente alcuni miti, come quello del forte legame fra gli scommettitori e il territorio in cui si svolgono gli eventi sportivi: ebbene la domanda si è spostata quasi linearmente sulle principali manifestazioni di altri paesi, finché c’è stata la possibilità. Poi è crollata, ma solo successivamente, in assenza di un’offerta ‘equipollente'”. E’ quanto ha dichiarato Moreno Marasco Moreno Marasco, presidente di Logico, associazione che riunisce gli operatori di giochi e scommesse online, in un’intervista a SPORTextra.
C’è il sospetto, magari anche in base ai primi dati, che in questo periodo il gioco illegale abbia guadagnato terreno. “Più che un sospetto, è un’automatica deduzione che nasce dall’osservazione dei dati durante il periodo del lockdown”, afferma Marasco. “Pensiamo alle proporzioni fisico/online del circuito legale: a fronte della quasi totale scomparsa dei movimenti fisici, che nel 2019 attraevano ancora il 91% della spesa complessiva dei giocatori, e a discapito della disinformazione circa un presunto e mai verificatosi ‘boom dell’online’, il segmento del gioco a distanza ha visto complessivamente una flessione nei mesi di riferimento, in forte controtendenza rispetto alla fisiologica crescita tendenziale registrata a gennaio. Se una componente trascurabile dei 9/10 della domanda inespressa sul fisico non si è riversata sull’online, al contrario di quanto accaduto all’e-commerce rispetto al commercio tradizionale, pur considerando importanti tare legate allo shock di domanda, alla reticenza dei clienti fisici ad abbandonare l’uso del contante e l’anonimato, dobbiamo presumere che vi sia stata una migrazione imponente verso l’illegale, su tutti i canali: verso la rete di punti fisici irregolari, i quali per definizione non pongono nel rispetto della legge la propria principale prerogativa, e – nota ancor più dolente – verso la sterminata prateria di siti e app illegali, non necessariamente di gioco d’azzardo. Ciò che preoccupa maggiormente è il potenziale cambio di abitudini derivante dai mesi del lockdown, dal quale potrebbe risultare un circuito legale complessivamente depotenziato. A tal proposito, giova menzionare le affermazioni del Direttore Generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Marcello Minenna, il quale si è recentemente espresso sulle dimensioni del circuito illegale e sull’imperativo di ergere una barriera importante per tutelare i consumatori italiani da esso.
In questi mesi sono cambiati gli equilibri di mercato tra gioco fisico e online? “Al netto delle considerazioni poc’anzi effettuate – prosegue Marasco nell’intervista a SPORTextra – è ragionevole attendersi un’accelerazione delle curve di penetrazione del digitale. Tuttavia mi aspetto che i player che operano ad ampio spettro in ottica multicanale facciano tesoro dell’esperienza e vedano nell’omnicanalità la ricetta per costituire una resilienza operativa del business, tale da consentire continuità anche in seguito alla perdita di modalità tradizionali che in una fase ordinaria costituiscono la maggior parte dei ricavi. L’omnicanalità nel nostro settore è una chimera, sia a livello normativo (non mi soffermo sulle ben note differenze che rendono improbabile una pur auspicabile osmosi fra fisico e online), che comportamentale, aspetto sul quale tuttavia il lockdown in parte dovrebbe aver inciso”.